La Villa
La Delizia dei Pianciani
Un tempo definita per la sua bellezza “la Delizia dei Pianciani”, la Villa è un’ampia costruzione caratterizzata da un prospetto principale armonico e scenografico, di ampio respiro, incorniciato dalle esedre del piazzale antistante.
Un altissimo pensiero architettonico mette in relazione gli spazi interni con quelli esterni, creando un insieme di grande armonia che unisce suggestioni del barocco romano a richiami di architetture francesi coeve alla costruzione.
Posteriormente l’edificio si sviluppa senza la stessa simmetria della facciata, aprendosi verso la sommità del colle, il tramonto e la cappella retrostante.
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Villa - Casino principale
Gli interni del Casino Principale
All’interno si riflette la stessa compenetrazione tra architettura e natura che caratterizza l’intero complesso. Nei tre ambienti in cui si conservano i dipinti murali, compaiono rappresentazioni del mondo esterno, con l’intento di abbattere simbolicamente i confini architettonici e aprire lo sguardo verso il paesaggio circostante.
Al piano terra, l’ingresso principale ospita una suggestiva raffigurazione del gazebo pergolato con statue antiche, realmente presente all’esterno.
Il Salone principale, oggi noto come Salone Rosso, corrispondeva in origine alla “stanza cinese”: sebbene le decorazioni non si siano conservate, le fonti attestano un’ambientazione ispirata al giardino, probabilmente arricchita da figure orientali in paesaggi fantastici. In seguito l’ambiente è stato ricostruito con l’inserimento di grandi porte originali provenienti da Palazzo Pianciani, mantenendo così un legame materiale e simbolico con la residenza storica di famiglia a Spoleto.
Nel vestibolo del piano nobile sono raffigurati i membri della famiglia Pianciani in scene di vita nel parco: Alessandro Pianciani e Costanza Collicola, il figlio Giovan Battista con il suo precettore Emanuele Gil, e Pompilio D’Ottaviano, detto il “boschettante”, che li accompagnava nelle battute di caccia a Terraja. Attorno a loro compaiono anche salariati e contadini della tenuta, dando vita a una narrazione pittorica che celebra la dimensione familiare e agreste.
Sempre al piano nobile, la cosiddetta stanza di Napoleone, oggi molto danneggiata, conserva resti di decorazioni raffiguranti scene di vita in un accampamento napoleonico, chiaro riferimento ai movimenti giacobini di fine Settecento.
La decorazione interna non si limitava agli affreschi: si conservano ancora oggi eleganti ornamenti sui soffitti e in alcuni ambienti (la Galleria), mentre in passato tutte le pareti del piano nobile erano rivestite di stoffe pregiate, carte francesi e incisioni applicat e direttamente alle superfici. Il risultato era un effetto di straordinaria varietà e raffinatezza, testimone del gusto e dell’eleganza che caratterizzavano la Villa.
L’edificio si articola su tre livelli: piano terra, mezzanino e piano nobile.
- Piano terra: un grande salone, un salotto, una sala d’ingresso decorata, la sala da pranzo con camino, una doppia cucina attrezzata, bagni, magazzini e servizi, oltre a un ampio cortile interno.
- Mezzanino: situato lungo l’asse nord-ovest, ospita il salotto del biliardo, piccole biblioteche e parte dei servizi.
- Piano nobile: oltre ai due ingressi decorati, vi si trovano le molte stanze da letto, un ampio terrazzo con vista su Spoleto, un lungo balcone affacciato sulle esedre e sul disegno del parco, la Galleria esposta al tramonto e vari salottini arredati. Tutti gli ambienti godono di viste spettacolari e sono dotati di servizi.




















