La Storia
Il complesso venne realizzato alla fine del Settecento per i Conti Pianciani, una delle famiglie più antiche e illustri del territorio di Spoleto, che sin dall’Alto Medioevo possedeva vaste proprietà terriere.
La trasformazione di un preesistente edificio nella sontuosa Delizia di Terraja fu affidata intorno al 1792 dal Conte Alessandro a un giovane architetto, Giuseppe Valadier, destinato a diventare uno dei più grandi protagonisti dell’epoca. La Villa divenne così la residenza estiva della famiglia.
La Villa fu scenario di importanti eventi sociali e culturali, ospitando personaggi illustri e artisti del tempo. La sua posizione dominante sulle colline umbre offriva un punto di osservazione privilegiato e un rifugio di tranquillità per la famiglia.
La Famiglia Pianciani
Con i figli di Alessandro gli interessi della famiglia si estesero oltre i confini del territorio umbro. Vincenzo, suo figlio, si trasferì a Roma, dove ricoprì l’incarico di Direttore delle Finanze dello Stato Pontificio. Il matrimonio con Amalia Ruspoli, appartenente a una delle più importanti famiglie dell’aristocrazia romana, accrebbe ulteriormente il prestigio della casata.
Gianbattista, sacerdote e scienziato di fama, insegnò chimica e fisica al Collegio Romano dei gesuiti e, per un breve periodo, teologia dogmatica al Georgetown College di Washington; tornato a Roma, divenne Prefetto Generale degli Studi.
Tra i membri più celebri spicca Luigi Pianciani, figlio di Vincenzo, figura di primo piano del Risorgimento italiano. Esule in Inghilterra fino al 1860, rientrò dopo l’unificazione e divenne il primo sindaco elettivo di Roma. Successivamente fu deputato e senatore del Regno d’Italia, lasciando un segno indelebile nella storia politica nazionale.
Luigi, assorbito dall’impegno politico e dalla costruzione dell’Italia unita, trascurò la gestione economica del patrimonio familiare. Già nel 1880 la situazione finanziaria era divenuta critica: sotto la pressione delle banche furono messi all’asta beni immobili, terreni, mobili antichi e opere d’arte, provenienti sia dal palazzo di Spoleto che dalla Villa.
Le eredi di Villa Pianciani
La Villa rimase parzialmente in mano alla famiglia attraverso Matilde Pianciani.
Dopo gli anni Novanta, il ramo della famiglia che ha ereditato la proprietà in linea femminile ha affrontato con grande impegno e determinazione la sfida di riacquisire la totalità del complesso, che era stato parzialmente venduto all’inizio del Novecento.
Per molti anni, le eredi hanno perseguito un lungo e importante lavoro di restauro, concentrandosi sugli edifici principali, come la Villa e le Vecchie Cucine, riportandoli al loro splendore originario.
Recentemente, i lavori di recupero si sono estesi anche al parco monumentale, valorizzando ulteriormente l’intero complesso e restituendo a Villa Pianciani la sua armonia e bellezza storica.












