Il Giardino Segreto

Salendo sulla sinistra...

attraversando il grande prato che si apre prima dei cipressi, oppure passando sotto uno dei gazebi, all’ombra discreta di un piccolo bosco, si svela il Giardino “Segreto”: un luogo appartato e raccolto, concepito da Valadier come uno spazio autonomo.

Qui la geometria dell’arte italiana si manifesta con chiarezza: racchiuso da una spalliera perimetrale, l’accesso era un tempo consentito da due cancelli.

Scale acciottolate, muri antichi, un arco in pietra, una fontana – allora chiamata “Peschiera” – e una rara meridiana solare orizzontale (unico esempio insieme a quella di Villa Redenta) compongono un percorso ricco di suggestioni. Un tempo, tra questi spazi silenziosi, erano collocate statue romane, mentre leggere ringhiere in ferro definivano i sentieri, completando la scenografia di un luogo pensato per la contemplazione.

Il giardino ha una forma che richiama il “Pecile” (un piccolo ippodromo romano), un’ellisse allungata orientata lungo l’asse nord-sud, scandita da aiuole ordinate e conclusa da un emiciclo rivolto a est.

Da qui, attraverso una scalinata, si accede a un’edicola-belvedere classicheggiante, detta Tempietto, da cui lo sguardo si apre sul paesaggio.

Il giardino segreto sembra evocare l’atmosfera di un’epoca illuminista, incline a creare luoghi sospesi tra realtà e immaginazione

Durante il recente restauro del parco, il Giardino Segreto è stato uno dei principali ambiti di intervento. L’esedra con la scalinata centrale, il Tempietto, la meridiana e la fontana sono stati oggetto di un attento lavoro di recupero.

Le strutture murarie, compromesse dal tempo, sono state consolidate. Il Tempietto ha richiesto un intervento mirato per risolvere fessurazioni profonde e fenomeni di degrado superficiale, mentre gli elementi lapidei perduti sono stati ricostruiti. Grazie a fotografie storiche e alle piante descritte dal Gui, è stato possibile ripristinare anche le caratteristiche ghiande in pietra che decorano la sommità della struttura.

La scalinata è stata infine restaurata con il consolidamento dei parapetti laterali e il completamento mediante nuove copertine in travertino, riconoscibili ma armonizzate con i materiali storici presenti nel parco.

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Il Giardino segreto, La scalinata e il tempietto

La fontana e la meridiana orizzontale

l giardino formale era circondato da spalliere di lauroceraso; il tempio e i muri erano presumibilmente dipinti e, su una balaustra, erano collocate alcune statuette. All’interno dello stesso spazio si trovavano inoltre due berceau ricoperti da viti, due alberi di alloro e piccoli cocchietti (oggi scomparsi). Completavano l’insieme piante esotiche e alberi disposti a formare un “boschetto” che, come afferma il Silva, “tiene il mezzo fra il gruppo, il massiccio e il bosco” e, “mentre il bosco si distingue per la sua grandezza, il boschetto per la sua avvenenza”.

Nello spazio allungato dell’ellisse si fronteggiano, con le rispettive colonne in asse — a definire visivamente lo spazio elissoidale — una fontana, allora chiamata “Peschiera”, in pietra con un’ampia vasca ovale al cui centro è collocata una colonna con basamento e apice a coppa lapidea, e una meridiana solare orizzontale di genere molto raro.

La meridiana del parco di Villa Pianciani presenta una stretta similitudine con quella di Villa Redenta a Spoleto, suggerendo la possibilità che entrambe siano state calcolate e progettate dalla stessa mano.

Si tratta di una meridiana orizzontale a tangente, articolata attorno a una colonna in calcarenite chiara, che funge da gnomone, collocata su un basamento. Quest’ultimo è costituito da un primo supporto circolare in muratura, rivestito da formelle laterizie e sormontato da lastre aggettanti orizzontali — della stessa natura lapidea dello gnomone — che svolgono anche funzione di seduta.

La porzione superiore del basamento è organizzata su un primo livello di appoggio in materiale calcareo, sopra il quale si eleva una struttura a pianta quadrangolare composta da undici filari di mattoni sovrapposti, su cui si innalza la colonna dotata di entasi. In sommità, oltre a un toro e a una lastra, è stata ricollocata una pigna lapidea con funzione di apice gnomonico. L’ombra proiettata si distende sul piano e, al mezzogiorno solare, interseca la linea meridiana, fornendo in origine al “temporatore” l’indicazione necessaria per sincronizzare l’orologio della facciata.

In origine, la meridiana era dotata di due ellissi affiancate di diverse dimensioni (realizzate in cotto o in pietra naturale), sulle quali erano probabilmente incisi elementi decorativi tipici, come i segni zodiacali. Oggi ne restano soltanto le tracce, costituite da mattoni disposti di costa che fiancheggiano le originarie decorazioni. Tra i due allineamenti è collocata la linea meridiana, realizzata con blocchetti lapidei incisi longitudinalmente, purtroppo oggi in gran parte dispersi.

Anche la meridiana e la fontana sono state oggetto di interventi di restauro: entrambe le colonne sono state consolidate e i basamenti in mattoni restaurati, migliorando al contempo la resistenza sismica dell’intero complesso. Particolare attenzione è stata riservata ai dettagli: le superfici deteriorate sono state trattate con cura e le due pigne decorative, documentate nelle fotografie d’epoca, sono state ricostruite in pietra nel rispetto dello stile originario.

La vasca della fontana è stata oggetto di un intervento leggero e non invasivo, volto alla sistemazione del piano di fondo in laterizio e delle basse pareti laterali, con l’obiettivo di preservarne la configurazione formale e materica originaria.

La parte orizzontale della meridiana, che aveva subito un cedimento, è stata infine sollevata e riportata alla quota corretta, restituendole piena funzionalità.

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La fontana, La meridiana orizzontale

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Il giardino segreto​​