Gli Edifici Simmetrici

Nel parco, come si evince dalle antiche  planimetrie, ai lati dello stradone di accesso  erano collocati due edifici simmetrici, inclinati rispetto all’asse principale. Da una parte l’ex costruzione su due piani, oggi chiamata Rudere, che un tempo ospitava le attività agricole e le stalle dei cavalli; dall’altra la Baracca di legno, di cui rimane solo il marciapiede  in acciottolato e mattoni, visibile nel prato davanti al Giardino Segreto.

Sul lato destro del percorso si trova l’edificio ancora esistente, oggi definito “rudere” per le sue pessime condizioni statiche e strutturali.     

È costruito in muratura ma privo di coperture e solai e, pur richiamando in facciata il suo gemello oggi perduto, presenta un’organizzazione interna differente: sfruttando il dislivello del terreno, si sviluppa su due livelli. Il piano superiore, suddiviso in ambienti analoghi a quelli dell’edificio simmetrico, era probabilmente destinato a usi privati dei proprietari; il livello inferiore, in parte interrato e articolato in tre locali, era invece dedicato a funzioni agricole della proprietà.

Entrambi gli edifici presentavano prospetti intonacati e decorati con pitture a imitazione di tende militari, secondo la moda dell’epoca, come documentato da testimonianze fotografiche

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Il Rudere, Edifici simmetrici

Resti della Baracca in legno

Dal rilievo ottocentesco dell’ingegner Gui e dalle recenti scoperte, come il ritrovamento del marciapiede durante l’ultimo restauro, sappiamo che uno dei due edifici, chiamato “baracca di legno”, si trovava sul prato di sinistra, in direzione del Giardino Segreto, ed era destinato ad un uso riservato. Diversamente da quello superstite, aveva una struttura portante in legno con tamponature in sottili mattoni, successivamente intonacati. L’interno era suddiviso in piccoli ambienti e disponeva di due ingressi indipendenti che comunicavano direttamente con il giardino.

E anche qui, secondo le antiche fotografie, le facciate erano dipinte con la stessa illusione ottica, trasformando una semplice costruzione rurale in una tenda di campo elegante e fantastica. Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, infatti, si era diffusa una moda raffinata e scenografica: dipingere le facciate di padiglioni e costruzioni da giardino con illusioni ottiche straordinarie, imitando tende da campo complete di drappeggi, corde, pali e fregi militari. Questa scelta decorativa non era casuale: richiamava il mondo delle campagne militari, allora molto ammirato, e alludeva al fascino della vita da campo, avventurosa, nobile e intrisa di romanticismo.

Questa costruzione “per uso riservato” internamente fu decorata con carte di “Bambocciate”, “un poco ridicole e fatte a riquadri”, per renderla più piacevole e adatta al trattenimento.

La baracca di legno crollò negli anni Trenta del XX secolo, ma con il restauro del Parco sono stati ripristinati il marciapiede perimetrale e le tracce degli invasi di sostegno della struttura portante in legno.  

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Resti della Baracca in legno

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